Benvenuto a Mons. Nolè

Ingresso di Mons. Francescantonio Nolè – Arcivescovo Metropolita di Cosenza Bisignano

Cosenza, 4 luglio 2015 – Auditorium “Guarasci”

S.E. Mons. Francesco Nolè, benvenuto tra noi! I fedeli laici la accolgono a Cosenza con un affettuoso abbraccio filiale. Un cordiale saluto pongo, a nome di tutto il laicato cattolico, alle autorità civili e militari, ai Presbiteri, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose ed a tutti i presenti intervenuti anche dalla diocesi di Tursi-Lagonegro, dove Lei da Vescovo ha servito e onorato la Chiesa popolo di Dio con amorevole cura.

L’incontro con il Pastore costituisce oggi per la nostra Chiesa di Cosenza-Bisignano un evento che ci riempie di gioia e letizia. Il gregge è riunito intorno al proprio pastore perché egli lo guidi con sapienza e amore. Da alcune parole di S.Paolo possiamo cogliere questa grazia del Signore ed il fine di questa missione pastorale: “preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo” (Ef 4, 12). A richiamare l’immagine evangelica del Buon Pastore (cfr. Gv 10, 1-21), come Paolo, anche l’apostolo Pietro. Si legge, infatti, nella prima lettera di Pietro: “pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge.” (1Pt 5,1-4).

A tale compito, instancabilmente, ha assolto con fede, amore paterno e tanto coraggio il Suo predecessore S.E. Mons. Salvatore Nunnari al quale va il nostro affettuoso saluto; egli ha sapientemente retto la barca di Pietro in Cosenza-Bisignano in questi anni, anche nei flutti di un mare non sempre tranquillo.

INSEGNARE, SANTIFICARE, REGGERE (Christus Dominus, n°11) è quanto chiede la Chiesa del Concilio Vaticano II al Suo ufficio pastorale in questa terra cosentina ed in questo nostro tempo. Una terra ed un tempo dove trova un laicato in cammino, consapevole dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Gesù ricevuto in grazia nel battesimo; un laicato che chiede gli sia indicata, nel disegno di Dio, la strada per contribuire, in corresponsabilità, all’edificazione della Chiesa in Cosenza-Bisignano nella fedeltà all’impegno della carità, della catechesi, della celebrazione della fede per tradurre nella vita la gioia del Vangelo.

Pertanto, ci insegni Padre, secondo la dottrina della Chiesa, il valore della persona umana, della sua libertà e dignità trasfigurata in Cristo ma spesso calpestata in questa porzione di terra di Calabria; ci faccia comprendere il valore della famiglia, per santificarla nell’unità e nella stabilità quale piccola Chiesa domestica. “Siamo uomini, siamo nati per vivere insieme.” Per questo, ci aiuti da buon Pastore a cogliere il valore della società civile affinché, alla luce del Vangelo, divenga “simile ad una volta fatta di pietre che vicendevolmente si sostengono le une con le altre” (Seneca – Ad Lucilium, 95). Ci accompagni a cogliere il valore del lavoro e del riposo e ci insegni, infine, a comprendere il valore della povertà tanto amata dal poverello d’Assisi, fino a chiamarla “sorella”. Povertà è “minorità – dice papa Francesco – che significa anche uscire da sé stessi, dai propri schemi e vedute personali; significa andare oltre le strutture – che pure sono utili se usate saggiamente – oltre le abitudini e le sicurezze, per testimoniare concreta vicinanza ai poveri, ai bisognosi, agli emarginati, in un autentico atteggiamento di condivisione e di servizio.” (Papa Francesco 26.05.2015 al capitolo generale dei frati minori di Assisi).

Non ci aspettiamo, né vogliamo che affronti da solo il Suo cammino di Arcivescovo ma siamo certi che ad accompagnarlo ci saranno il Consiglio presbiterale e pastorale ma soprattutto i presbiteri che, in comunione con il Pastore, sapranno radunare in unità, nello Spirito Santo e per mezzo dell’Eucarestia, tutto il popolo di Dio che vive in questo territorio cosentino. Il Vangelo parla all’uomo attraverso i pastori ed è necessario che essi svolgano con chiarezza di linguaggio, con umiltà e con mitezza il dialogo che porta l’umana società a crescere nel nome di Cristo.

«Siate pastori e non funzionari. Mediatori e non intermediari». Così ha detto Papa Francesco, all’ordinazione di dieci nuovi sacerdoti della diocesi di Roma (21/04/2013). Parlando ai nuovi presbiteri ha anche ricordato che «la Parola di Dio non è proprietà vostra, è Parola di Dio e la Chiesa è la custode della Parola di Dio».

Nella Sua importante missione in questa terra assetata di Dio, ne sia certo, avrà accanto anche tutto il laicato, chiamato ad “agire a guisa di corpo organico, affinché sia meglio espressa la comunità della Chiesa e l’apostolato riesca più efficace”, (AA 20) perché la gioia del Vangelo raggiunga tutti gli uomini. Per questo, aiuti e sostenga sempre nella preghiera i fedeli laici, noi faremo altrettanto con Lei. Abbiamo fiducia che sotto la Sua guida la nostra Chiesa particolare sarà esempio di santità nella carità, nell’umiltà e nella semplicità della vita.

Da laici, “ci sentiamo interpellati dalla vita delle persone, a cui vogliamo innanzitutto offrire la testimonianza della speranza e della gioia che nascono dall’incontro con Cristo, della bellezza di costruire legami autentici, dell’importanza di sentirci responsabili della crescita umana, spirituale, culturale e di fede di ciascuno, a servizio della Chiesa locale e nella consapevolezza di essere parte della Chiesa universale.” (dal Documento assembleare XV Assemblea Nazionale di Azione Cattolica – “Persone nuove in Cristo Gesù. Corresponsabili della gioia di vivere”).

Auspichiamo, infine, che del Suo particolare carisma francescano possa beneficiarne tutta l’opera di apostolato e l’azione degli uffici pastorali della nostra Arcidiocesi. Anche all’interno di questi non mancherà il contributo dei laici, ciascuno secondo la propria vocazione particolare e secondo i doni ricevuti dallo Spirito Santo; ci impegneremo per “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione.” Nella Novo Millenio Ineunte (43-46) di S.Giovanni Paolo II leggiamo anche che “l‘unità della Chiesa non è uniformità, ma integrazione organica delle legittime diversità”. Il Papa santo aggiunge che “gli spazi della comunione vanno coltivati e dilatati giorno per giorno, ad ogni livello, nel tessuto della vita di ciascuna Chiesa. La comunione deve qui rifulgere nei rapporti tra vescovi, presbiteri e diaconi, tra pastori e intero popolo di Dio, tra clero e religiosi, tra associazioni e movimenti ecclesiali.”

Vogliamo oggi affidare Lei Arcivescovo ed il quotidiano del nostro umano cammino verso la santità nelle mani di Maria, Madonna del Pilerio, di S.Francesco d’Assisi, S.Francesco di Paola e di tutti i santi e beati di Calabria affinché, sostenuti dalla preghiera, possiamo ricordare che la via che Dio ha scelto per incontrarci, in Gesù, è l’umano. Buon cammino Padre!

Giuseppe Schiumerini

Presidente diocesano dell’Azione cattolica di Cosenza-Bisignano